Un capolavoro di giornata
Dal primo mattino al mezzogiorno, dal pomeriggio alla notte. Una sola giornata “Dall’alba al tramonto nell’Ottocento. Un viaggio nel tempo dipinto”

Il pittore impressionista francese Jean Lefeuvre risiedette all’Accademia di Francia a Roma dopo avere vinto il Grand Prix de Rome nel 1908. Insignito di medaglia d’argento all’Esposizione Internazionale del 1937 è apprezzato soprattutto per le sue opere immerse nella luce.
“Un Capolavoro di Giornata” è la mostra da non perdere a Bologna
Fino al 17 gennaio 2027 a Palazzo Pallavicini più di cento dipinti dell’Ottocento europeo scandiscono lo scorrere delle ore.
Le opere esposte provengono da collezioni di importanti musei e raccolte private italiane ed europee. Gli artisti sono nomi noti e meno noti al grande pubblico ma tutti autorevoli rappresentanti del modus operandi di pieno XIX secolo, autori capaci di interpretare a pieno il sentimento pittorico dell’epoca.
La mostra, spettacolare per scelta di dipinti e innovativa per taglio di proposta, vede la curatela di Francesca Sinigaglia, storica dell’arte e direttrice del Museo Ottocento Bologna, specializzata nell’arte bolognese tra Otto e Novecento. Il lasso di tempo è quello in cui gli artisti di tutta Europa amano uscire all’esterno, cogliere l’impressione offerta dal reale: i campi, il lavoro, la vita quotidiana fuori e all’interno delle case.

Francesco Paolo Michetti, pittore abruzzese tra i più importanti dell’Italia post-unitaria, con realismo e lirismo mostra paesaggi, tradizioni popolari, scene di vita quotidiana. Con sapiente utilizzo della luce rende vivido e magico l’aspetto complessivo delle scene.
Un giorno nell’Ottocento
L’idea di partenza è quella di immaginare lo spettatore immerso in un ambiente che lo porti totalmente dentro l’immagine rappresentata, e tutto ciò attraverso l’orario che viene suggerito dall’opera stessa: le ventiquattrore diventano il soggetto principale, l’input da cui origina il senso dell’intera operazione.
Dodici sono le sale da due ore, sei di luce e sei di buio, in cui si può godere di atmosfere differenti grazie a luci adeguate, pareti colorate ad hoc, profumi, suoni d’ambiente e musiche giuste che rendono vivo l’istante dove tutto è armonia. E per finire, i versi di Gabriele D’Annunzio accompagnano la mattina, quelli di Giacomo Leopardi, l’imbrunire.

Celebre pittore della Belle Époque, il livornese V. Matteo Corcos frequentò i salotti dell’alta società europea. Autore appezzato per la minuziosa rappresentazione scenica, è amatissimo per i suoi ritratti femminili di sofisticato impatto realistico e psicologico.
Una mostra in stile Vertigo Syndrome
Chiara Spinnato e Filippo Giunti, fondatori di Vertigo Syndrome, sono gli ideatori di questa proposta espositiva dal taglio intrigante, che intende invogliare alla visita anche chi non è solito frequentare le mostre. “Denunciamo con forza le mostre noiose”, si legge al punto 2 del loro Manifesto; una dichiarazione che può suonare presuntuosa ma da cui si evince l’impegno che Vertigo intende profondere nella produzione di eventi in grado di coinvolgere il pubblico in un’idea, stimolare la curiosità dei visitatori esperti o neofiti che siano. E davanti a tanta sicurezza, non ci si meraviglia che la regola sia: “Non vi è piaciuta? Vi ridiamo i soldi”. Potete chiedere senza dare spiegazioni il rimborso del vostro biglietto.

Il titolo dell’opera è in diretto riferimento a “L’Alunna”, sonetto di Gabriele D’Annunzio nella raccolta “Isaotta Guttadauro”. Illustrato dall’autore nell’edictio picta de “La Tribuna” Natale 1886, presenta un’onirica scena notturna da cui emergono le insicurezze e i timori di una giovane strega apprendista.
La mostra è accompagnata da un Catalogo monografico edito da Moebius Books: arte, letteratura, città, moda, donne. Firmano i saggi: Marco Bazzocchi, Maria Beatrice Bettazzi, Vincenza Maugeri e Maria Giuseppina Muzzarelli. Le schede delle opere sono di Francesca Sinigaglia, Federico Troletti e Cinzia Virno.
In copertina: Erik Ludvig Henningsen (1855-1930), “Out into the open”, 1907, olio su tela (Courtesy Van der Meij Fine Art, Amsterdam)
Dagli esordi pittorici incentrati al realismo sociale, alle scene di spensieratezza. In questo dipinto di primo Novecento l’autore danese riporta una scena di vita borghese segno del cambiamento dei costumi sociali in atto.
“Un Capolavoro di Giornata. Dall’alba al tramonto nell’Ottocento. Un viaggio nel tempo dipinto”
Palazzo Pallavicini, via San Felice 24, Bologna
Dal 3 ottobre 2026 al 17 gennaio 2027
Orario: da martedì a domenica 10:00-19:30 (ultimo ingresso un’ora prima); lunedì chiuso
Immagini da: Ufficio stampa Studio Esseci, Padova

